Scopri in sole 15 domande se sei un "complottista" anche tu. Attenzione però, il quiz può terminare anche alla prima domanda. Buona fortuna!

martedì 12 settembre 2017

11 settembre: smontare la disinformazione


di Riccardo Pizzirani (Sertes)

Lo sapevate? Gli aerei che hanno colpito le torri erano ologrammi. Anzi, non c’erano proprio, e sono stati aggiunti in digitale solo in televisione. Poi i crolli sono stati causati da armi ad energia diretta. Anzi, da delle piccole cariche nucleari messe sotto le fondamenta.

No, non è vero nulla. Abbiamo controllato, abbiamo ascoltato chi diceva queste cose, e non è vero nulla. Eppure queste balzane teorie continuano a circolare sulla rete, e tornano alla ribalta in prossimità dell’anniversario degli attacchi, incuranti di ogni tentativo che viene fatto per spiegare perché queste teorie sono fasulle.

Ho quindi realizzato un documento complessivo (in coda all'articolo) che raduna e smentisce tutte queste teorie, e le mette anche in prospettiva rispetto ad altri tentativi storici di infiltrare i gruppi che non credono alle Versioni Ufficiali governative dei principali eventi storici.

Il capitolo 1 spiega infatti la propaganda nella storia, facendo distinzione nella tipologia della fonte, cioè di chi ci racconta delle falsità ben confezionate: la white propaganda, come la pubblicità o la propaganda elettorale ha fonte nota. La gray propaganda sembra invece provenire da enti terzi, accreditati, e disinteressati, come i professori universitari. Infine la black propaganda, le balle che arrivano dai falsi amici.Il capitolo 1 racconta anche di Cointelpro, il principale caso di black propaganda della storia, ad opera dell’FBI contro i gruppi di pacifisti di colore, negli anni 60. Si approda quindi al capitolo 1.2 al caso odierno: Cass Sunstein e l’infiltrazione cognitiva dei gruppi complottisti, in special modo di quello del 9/11.

I capitoli seguenti riguardano ciascuna delle 4 teorie principali, tutte centrate sugli eventi occorsi a New York. Il capitolo 1.4 quindi riepiloga quali sono i fatti noti secondo la Versione Ufficiale, che saranno contestati da queste teorie complottiste.

Al capitolo 2 si parte con i grandi tormentoni, gli elementi in comune tra le varie teorie complottiste no-plane: la malsana idea che un aereo di alluminio non avrebbe potuto penetrare una torre d’acciaio, la differenza che passa tra sfondare una colonna e scardinarla dalle sue 4 viti, e la considerazione sull’eccessiva velocità dell’aereo, che di per sé non conclude nulla in favore di queste teorie.

Il capitolo 3 affronta brevemente la teoria degli ologrammi, anche perché c’è ben poco da dire: vengono elencati i motivi tecnici per cui questa tecnologia è incompatibile con le teorie no-plane; ma nel paragrafo 3.1 si sottolinea anche che cosa comporta l’abbandono del metodo scientifico, attraverso il paradosso della magia: se ciascuno può dire quello che gli pare senza dover portare le prove, allora la teoria migliore è quella della magia, perché con la magia si spiega sempre tutto!
Il capitolo 4 affronta la teoria tv-fakery di September Clues ed altri video, con le argomentazioni contrarie dovute all’assenza di testimoni, alle prove falsificate del video dell’ala dell’aereo che scompare, alla prova falsificata del nose-out, per arrivare infine all’insormontabile scoglio dei pezzi d’aereo che hanno trapassato le torri e sono caduti in strada

Il capitolo 5 affronta la sterzata presa da September Clues quando indugia nella teoria no-plane yes-missile, manipolando la testimonianza di un giornalista che era a casa, che non ha visto l’aereo, e che magicamente diventa un testimone oculare del missile

Il capitolo 6 affronta la teoria mini-nukes, descrivendo la dinamica fisica per come viene spiegata dal suo proponitore, e smontando ogni singolo elemento di questa teoria: la caverna creata dall’esplosione non può sostenere un palazzo per 12 secondi, e anche la polverizzazione dell’acciaio avrebbe fatto crollare i palazzi prima e in modo diverso. La seconda esplosione è più inspiegabile della prima, e soprattutto mancano tutte le prove che dovrebbero necessariamente esserci, come la presenza di radiazioni e le conseguenti bruciature da radiazioni

Il capitolo 7 affronta la teoria direct energy beam di Judy Wood: una teoria che quando non può spiegare, inventa termini tecnici; una teoria che afferma l’assenza di acciaio ben documentato; una teoria che falsifica le prove dirette di dissoluzione dell’acciaio, quelle relative alle cosiddette “auto tostate”, ed infine manipola per omissione le considerazioni riguardo al Trizio trovato sotto il WTC6.
Come vedrete per ogni teoria sono stati affrontate solo le 3-4 affermazioni principali, per rendere comunque il documento fruibile e mantenerlo utile, perché se queste 3-4 affermazioni principali per ciascuna teoria vengono smontate, le restanti potrebbero essere anche tutte vere, e ugualmente non rimarrebbe nulla di solido di cui discutere seriamente.

Buona lettura, e sotto con i commenti!


 Qui il Power Point originale, dove potete vedere il lavoro in full screen. Il file è disponibile anche per il download.

martedì 13 settembre 2016

"11 Settembre La Nuova Pearl Harbor" - Sintesi

Massimo ha compiuto il mastodontico lavoro di riassumere in 45 minuti il suo ultimo film sull'11 settembre, dalla durata originale di circa 5 ore.
Enjoy!


martedì 7 ottobre 2014

Repetita iuvant

di Decalagon

Brent Blanchard
Eccoci di nuovo qui a ripetere ancora una volta le stesse cose. Anche se è estenuante, purtroppo bisogna farlo per far fronte alla solita valanga di parole vuote e bugie che vengono continuamente riproposte sull'argomento 11 settembre. Questa è la volta di Brent Blanchard, Operations Manager presso la Protec Documentation Services, il quale è stato intervistato dal gruppo Undicisettembre per ribadire i già noti concetti in difesa della versione ufficiale. Come però è già accaduto in passato, gli esperti che cercano di sostenerla dimostrano di non conoscerla minimamente e hanno invece la pretesa di riscriverla da zero in base alle proprie opinioni personali. Al momento attuale infatti gli unici rapporti tecnici che hanno l'autorità per dire come e perché sono crollati i tre palazzi del WTC sono solo quelli del NIST, ovvero quell'ente ingegneristico del Dipartimento del Commercio americano che ha ricevuto il mandato ufficiale dal Congresso degli Stati Uniti.
Questo avviene perché il NIST nei suoi lunghi rapporti tecnici ha spiegato solo il perché dei crolli ma non il come, per cui esistono molte persone che utilizzano documenti estranei alla versione ufficiale per pretendere di fornire quelle spiegazioni che nei rapporti governativi non esistono. Il problema, in casi come questo, è che le persone che vogliono sostituirsi al NIST espongono teorie del tutto incoerenti con quelle ufficiali. Lo vediamo continuamente con l'esempio del World Trade Center 7, trattato anche da Blanchard in questo punto dell'intervista:

Undicisettembre: Cosa pensi del World Trade Center 7? Quel crollo è stato causato da una demolizione controllata?
Brent Blanchard: No. Assolutamente no. Conosco persone che erano sul luogo e mi hanno riferito che sapevano che il palazzo era sul punto di crollare. E anche se non conoscessi queste persone, puoi guardare il crollo della Torre Nord e vedere come tutte le macerie cadute verso nord siano finite direttamente sul WTC7, strappando enormi pezzi della facciata sud del palazzo 7, che non è il lato che si vede sempre nei video su YouTube. Sul lato sud c'erano danni estesi lungo tutta la facciata. L'intero meccanismo di supporto viene indebolito quando una torre alta più del doppio gli crolla addosso.
Non mi sorprende che quel palazzo sia crollato. Al tempo non sapevo dei serbatoi di carburante o dei danni sul lato sud, ma anche senza sapere queste cose si potevano vedere gli incendi che avevano bruciato per ore incontrollati. E se lasci un incendio bruciare incontrollato in una qualsiasi struttura, prima o poi quella struttura crollerà.

Per me il fatto che crollò così tante ore dopo gli altri edifici supporta l'evidenza che si trattò della naturale evoluzione del collasso più che di qualche complotto sinistro. 

Se però Blanchard fosse andato a leggersi il NCSTAR 1A, ovvero il rapporto del NIST sull'edificio 7, saprebbe che le uniche cause a cui è stato attribuito il crollo sono stati gli incendi incontrollati all'interno della struttura. Lo vediamo nell'immagine sottostante, tratta dal rapporto sul WTC7.

Immagine tratta dal NCSTAR 1A Final Report


Come si legge al terzo punto, "Anche senza il danno strutturale iniziale causato dall'impatto dei detriti del crollo del WTC1, il WTC7 sarebbe crollato da incendi che avessero avuto le stesse caratteristiche di quelli avvenuti l'11 settembre 2001." Sarebbe poi molto interessante sapere come mai tutte queste persone sapevano IN ANTICIPO che l'edificio sarebbe crollato, visto che il WTC-7 fu il primo e ultimo grattacielo in acciaio della storia dell'ingegneria moderna a crollare solamente a causa del fuoco e che, secondo il NIST, fu provocato addirittura da un evento straordinario e considerato come un nuovo tipo di collasso progressivo causato dal fuoco. Trovo incredibile che Blanchard non sia sorpreso.
Per questi motivi reputo stupefacente quest'altra sua affermazione:

Blanchard: E se lasci un incendio bruciare incontrollato in una qualsiasi struttura, prima o poi quella struttura crollerà.

Dico che è stupefacente perché non esiste un solo esempio di grattacielo moderno che sia crollato come causa primaria di un incendio. Nemmeno mezzo. Sarebbe stato meglio se avesse almeno provato a documentare questa affermazione, ma come al solito ciò non viene fatto.
Proseguendo nella lettura dell'intervista noto che non è stato nemmeno introdotto il tema della caduta libera dell'edificio, già ampliamento trattato sia qui nel mio blog che nel documentario "La Nuova Pearl Harbor" in maniera molto più approfondita. Sarebbe stato interessante sentire l'opinione di Blanchard su questo punto, visto che l'unico modo per ottenere la caduta libera di un edificio è fare in modo che non vi sia nulla al di sotto della struttura, ovvero la rimozione praticamente simultanenea di tutte le colonne portanti.
Undicisettembre: Cosa pensi dei crolli delle Torri Gemelle? Secondo te si è trattato di demolizioni controllate?  
Brent Blanchard: Secondo me non si è vista alcuna evidenza che lo indichi. Noi ci basiamo sulle evidenze. La mia opinione è sempre basata su ciò che si può provare e tento di eliminare le congetture; e ovviamente su questo argomento ci sono molte congetture.

Quindi la mia risposta diretta a questa domanda è no. Non abbiamo mai visto alcuna evidenza che si tratti di una demolizione controllata.

Se ci basiamo però sulle evidenze di cui parla Blanchard, vi sono diverse questioni irrisolte che non sono spiegabili con un semplice collasso strutturale. La prima è la velocità stessa del crollo: secondo il NCSTAR1 final report, sezione 6.14.4, il blocco superiore dell'edificio è sceso sostanzialmente in caduta libera poiché la struttura integra sottostante non è stata in grado di fermare o anche solo rallentare la massa in caduta [ribadito anche nelle sue FAQ], facendola quindi proseguire attraverso il percorso di maggior resistenza a velocità essenzialmente di caduta libera. E siccome abbiamo appena detto che l'unico modo per ottenere la caduta libera è la rimozione praticamente simultanea della struttura sottostante, com'è stato possibile ottenere questo risultato attraverso un collasso strutturale senza l'impiego di un qualche sistema di demolizione? Ogni volta ci si 'dimentica' di far luce su questo piccolo particolare...

Poi c'è la quasi completa polverizzazione di tutto ciò che era contenuto all'interno delle Torri Gemelle, persone comprese. Come possono questi particolari essere spiegabili con un solo cedimento strutturale? Blanchard non lo spiega.

Undicisettembre: Secondo te sarebbe possibile predisporre edifici così grandi per una demolizione controllata senza che nessuno lo noti?

Brent Blanchard: Predisporre quei palazzi per la demolizione richiederebbe una lunga preparazione. Servirebbero molte persone, oppure poche persone per un tempo molto lungo: settimane come minimo, ma probabilmente mesi. E dovrebbero aver accesso diretto alle colonne. Non basterebbe avere accesso all'edificio senza essere notati, ma dovrebbero anche avere accesso alle travi ad H. Dovrebbero fare qualcosa per indebolire preventivamente quelle flange. C'è del lavoro da fare, altrimenti gli esplosivi non funzionano.

Quindi servirebbero persone che entrino nei palazzi per molto tempo, ma la gente negli uffici ovviamente noterebbe che sta succedendo qualcosa. E le persone che lavorano sulle colonne, e anche i testimoni, dovrebbero tenere il segreto totale per molti anni a seguire e non dirlo a nessuno, nemmeno ai loro genitori o alla loro moglie. Nemmeno sul letto di morte.

Anche a Danilo Coppe era stata fatta una domanda simile e la risposta fu più o meno uguale, quindi mi tocca dare la stessa spiegazione che diedi in quell'occasione.

Per guadagnare l'accesso alle colonne portanti del "core" interno e poterle minare sarebbe bastato passare dai pozzi degli ascensori, il che sembra l'alternativa più facile, veloce ed efficace. C'è da aggiungere che le colonne centrali delle Torri non erano visibili dagli uffici, quindi nessuno avrebbe potuto accorgersi di un'eventuale manomissione. Forse è solo un caso che la società "ACE Elevator" eseguì un ammodernamento degli ascensori di entrambe le Torri Gemelle che finì qualche mese prima l'11 settembre 2001 (durò circa nove mesi). Fu uno fra i più grandi lavori di ammodernamento ascensori della storia.

Nel film di Mazzucco è stato affrontato e approfondito questo aspetto. Poi, come ho detto anche in passato, uno può anche non credere che sia stata con questa scusa che gli eventuali terroristi abbiano posizionato l'esplosivo nelle Torri, ma almeno si potrebbe smettere di fingere che la risposta a questo problema non esista.


Undicisettembre: Siccome hai già menzionato gli spostamenti d'aria, cosa pensi degli sbuffi di aria che si vedono durante i crolli?
Brent Blanchard: Beh, alcuni dicono “Abbiamo visto molti sbuffi lungo l'altezza del palazzo e poi è crollato.” Ciò che rispondiamo è che se guardi più attentamente noterai che dapprima il palazzo inizia a crollare e poi si vedono gli sbuffi. È una differenza molto sottile, ma se ci fai caso puoi assolutamente notarla. Se gli sbuffi si fossero verificati per prima cosa avrebbero potuto essere dei catalizzatori per il crollo dei palazzi, ma se avvengono in seguito significa che è l'aria che viene compressa, perché il meccanismo del crollo è iniziato, e deve sfiatare da quelle finestre e da quelle fiancate del palazzo. Non c'è altra via da cui possa uscire. 

Immagine tratta dal film "La nuova Pearl Harbor" per illustrare
l'impossibilità della spiegazione dei debunkers riguardo all'aria
compressa che avrebbe originato gli "squibs".

Non è assolutamente vero. È stato documentato che vi sono state delle espulsioni di materiale anche poco prima che iniziasse il crollo, inoltre la spiegazione di Blanchard sull'aria compressa è già stata affrontata, ed ha diversi problemi. Infatti gli ascensori e le scale hanno porte a quasi tutti piani: se ci fosse stata una compressione dall'alto, la pressione dell'aria si sarebbe distribuita in modo eguale su tutti i piani sottostanti [vedi immagine a destra] e non solo sul piano dove si verifica lo sbuffo. In ogni caso quelli che si vedono nei filmati non sono solo i vetri delle finestre rotti dall'aria che fuoriesce, ma sbuffi di materiale da costruzione, come il cemento, che viene espulso verso l'esterno.
Quindi, visto che questi chiaramente non sono frammenti di vetro, ma sbuffi di cemento, e visto che la pressione dell'aria si sarebbe distribuita lungo tutta la torre, e non soltanto dove compaiono gli squibs,  cosa può aver causato queste espulsioni di cemento, 30 o 40 piani più in basso del fronte del crollo?

Riguardo alla termite e ai campioni che indicano la presenza di composti incediari negli edifici [come il pezzo di acciaio deforme e corroso raccolto e analizzato dalla FEMA, il quale non ha mai trovato una spiegazione] non mi dilungo oltre visto che ho già argomentato la questione quando ho pubblicato i miei articoli su Danilo Coppe (link 1, link 2).

Undicisettembre: I complottisti sostengono anche che i crolli furono troppo veloci per essere naturali. È possibile, secondo te, distinguere un crollo naturale da una demolizione controllata in base al tempo impiegato dagli edifici per crollare completamente?

Brent Blanchard: No. È veramente impossibile valutare quanto tempo un palazzo dovrebbe impiegare per crollare in questa situazione. Prima di tutto, non ci sono altri palazzi crollati di quelle dimensioni con cui confrontarli. In secondo luogo, non si può sapere esattamente che tipo di resistenza c'era all'interno dei palazzi quando iniziarono a crollare. La travatura di ogni piano oppose resistenza, ma lo fece anche il mobilio, i vani degli ascensori e tutte le altre cose che c'erano nel palazzo. Possono fare delle ipotesi, ma nessuno lo sa per certo. [...]

In realtà di ipotesi se ne possono fare ben poche se facciamo riferimento ai documenti ufficiali. Come ho scritto poco sopra, il NIST nel suo final report disse che:

“… the structure below the level of collapse initiation offered minimal resistance to the falling building mass at and above the impact zone. The potential energy released by the downward movement of the large building mass far exceeded the capacity of the intact structure below to absorb that energy through energy of deformation.

Since the stories below the level of collapse initiation provided little resistance to the tremendous energy released by the falling building mass, the building section above came down essentially in free fall, as seen in videos. As the stories below sequentially failed, the falling mass increased, further increasing the demand on the floors below, which were unable to arrest the moving mass.”

E lo ha ribadito nelle sue FAQ:

In other words, the momentum (which equals mass times velocity) of the 12 to 28 stories (WTC 1 and WTC 2, respectively) falling on the supporting structure below (which was designed to support only the static weight of the floors above and not any dynamic effects due to the downward momentum) so greatly exceeded the strength capacity of the structure below that it (the structure below) was unable to stop or even to slow the falling mass. The downward momentum felt by each successive lower floor was even larger due to the increasing mass.

Inoltre, grazie a Shyam Sunder, oggi sappiamo quanto ci misero esattamente a crollare le Torri Gemelle:




Quindi non sono i "complottisti" a sostenere che gli edifici crollarono in fretta, ma semmai chi ha redatto gli stessi rapporti tecnici su commissione del Congresso.

Brent Blanchard: [...] In secondo luogo, non si può sapere esattamente che tipo di resistenza c'era all'interno dei palazzi quando iniziarono a crollare [...]
Gli unici che potevano fornire questo dato erano i tecnici del NIST, ma fino ad oggi non hanno mai voluto fare i calcoli dell'energia potenziale rilasciata al momento dei crolli, né hanno mai voluto spiegare la dinamina completa dei crolli poiché, a detta loro, "non ha senso farlo visto che nei video si vede chiaramente la struttura che si distrugge su sé stessa". Ancora oggi infatti, nei rapporti ufficiali, queste spiegazioni mancano completamente. Questo è il motivo che spinge principalmente i debunkers a citare studi esterni alla versione ufficiale per colmare questa grave mancanza.

Undicisettembre: Molti complottisti credono che dell'acciaio fuso sia stato trovato alla base delle torri e che questo proverebbe che si trattò di una demolizione controllata. È vero che le demolizioni controllate lasciano pozze di acciaio fuso?

Brent Blanchard: No. E non c'è alcuna prova che ci fosse dell'acciaio fuso. Il modo in cui formulano la domanda è sostanzialmente sbagliato ed è per questo che giungono ogni volta a conclusioni sbagliate. C'era del materiale fuso, che bruciavano a temperature molto alte, ma non c'è alcuna prova che alcuno di quei materiali fosse acciaio. È molto più probabile che fosse alluminio, rame o materiale composito.

Mi spiace, ma queste sono semplicemente bugie, fra l'altro facilmente dimostrabili. L'acciaio fuso è stato invece rinvenuto, così come il CEMENTO FUSO, ed è stato confermato da persone autorevoli e dai reperti rinvenuti durante lo sgombero delle macerie.

I testimoni dell'acciaio fuso includono anche il professor Abolhassan Astaneh-Asl dell'Università di Berkeley, che fu il primo scienziato ad esaminare l'acciaio a Ground Zero. Il professor Astaneh-Asl si riferì all'acciaio del WTC che esaminò come "fuso, in un certo senso" ("kind of melted"). Anni dopo, interrogato nuovamente sulla sua esperienza, ha precisato: "Ho visto delle travi fuse al World Trade Center" ("I saw melting of girders in World Trade Center").

Il Dr. Keith Eaton ha ispezionato Ground Zero e ha scritto su The Structural Engineer: “Ci hanno fatto vedere molte diapositive interessanti, spaziando dal metallo fuso che era ancora rovente settimane dopo l’evento alle lastre d’acciaio da 4 pollici tranciate e piegate nel disastro” (Structural Engineer, September 3, 2002, p. 6).

Leslie Robertson, l’ingegnere strutturale responsabile della progettazione delle Torri del World Trade Center, disse: “Qualcosa come 21 giorni dopo l’attacco, gli incendi ardevano ancora e scorreva ancora acciaio fuso (Williams, 2001, p. 3).

Sarah Atlas faceva parte della "New Jersey’s Task Force One Urban Search and Rescue", ed è stata tra i primi sul campo a Ground Zero col suo collaboratore canino Anna. Ha detto a "Penn Arts and Sciences" nell’estate 2002: “Nessuno è sopravvissuto. Gli incendi continuavano e acciaio fuso colava nel cumulo di macerie che ancora si trovava sotto i suoi piedi” (Penn, 2002).

Allison Geyh faceva parte di un gruppo di ricercatori della salute pubblica della Johns Hopkins che visitò il luogo del WTC dopo l’11 settembre. Nel numero di fine autunno 2001 della rivista della "Johns Hopkins Public Health", scrisse: “In alcune cavità che si stanno scoprendo ora si sta trovando acciaio fuso”.

Ci sono molti altri resoconti di acciaio fuso a Ground Zero, inclusi molti da parte di coloro che supportano la camaleontica teoria del collasso indotto dal fuoco dell'amministrazione Bush. Ci sono anche fotografie e perfino filmati a sostegno di tali testimonianze.
[link]

Inoltre persino Paolo Attivissimo ha ammesso la presenza di acciaio fuso alla conferenza di Bologna del 2011.

Attivissimo: "Può darsi che ci sia stato questo acciaio fuso, ma che cosa mi implica la presenza di acciaio fuso? È un motivo di sospetto? Prima dovremmo essere sicuri che la fusione sia avvenuta DURANTE il crollo, perché se per caso la fusione è avvenuta dopo allora non riguarda più la dinamica del crollo [...]Una spiegazione alternativa più coerente con i fatti è che si tratti di incendi che covavano sotto le macerie che hanno creato temperature molto elevate, questo spiegherebbe quindi l'acciaio. Nel senso che.. sì.. l'acciaio può essersi fuso DOPO il crollo delle Torri. Il fatto che sia stato trovato acciaio fuso non è necessariamente una prova di misfatto, di cospirazione."

Blanchard conclude poi la sua intervista con questa frase:
Blanchard: Per concludere, non c'è assolutamente alcuna evidenza scientifica che ci furono esplosioni in nessuno di quei tre edifici, e questo per me significa molto.
Se facessimo finta che la lunga lista di testimonianze non esista, oltre alle altre numerose evidenze esposte precedentemente in questo stesso articolo, avrebbe proprio ragione, ma anche ignorandole la realtà non cambia né si adatta alle esigenze personali di qualcuno.

Per concludere, si nota come gli esperti chiamati a difendere la versione ufficiale non solo dimostrano di non conoscerla, ma pretendono addirittura di dare nuove spiegazioni sui crolli degli edifici, pur non avendone né le competenze né l'autorità. Inoltre ignorano i numerosi fatti che portano inevitabilmente a dubitare della tesi del collasso strutturale causato dai danni degli impatti e degli incendi (e solamente degli incendi per quanto riguarda il WTC-7), come i particolari di cui si è parlato: l'acciaio e il cemento fuso, la polverizzazione di cose e persone, le esplosioni... tutti questi fenomeni non hanno nessun elemento in comune con un crollo gravitazionale. Quindi, invece che continuare ad ignorare questi particolari come si sta facendo da più di 10 anni, si potrebbe provare a dar loro finalmente una risposta. Curiosamente ciò non viene mai fatto.
Molto più comodo limitarsi a dire "le risposte esistono già, da qualche parte, liberamente consultabili e scaricabili da internet".
Dove siano realmente, però, non si sa.